Siamo responsabili dei contenuti caricati dagli utenti sulle nostre piattaforme ?

Mercoledi 5 Novembre 2014

Accompagnando un avvocato, in qualità di suo consulente, oggi ho assistito al convegno "Social Network e Responsabilità Penale: Profili Sostanziali e Processuali" tenuto dalla Camera Penale di Milano che si è rivelato molto interessante e ricco di spunti.

L'esposizione è stata caratterizzata da un buon bilanciamento tra gli aspetti legali ed informatici delle tematiche. I relatori sono stati capaci di esporre le implicazioni forensi senza trascurare l'aspetto tecnico degli argomenti. Con un lessico facilmente comprensibile anche da persone che, come gli avvocati, non fanno dell'informatica la loro attività principale, le questioni tecniche hanno avuto il giusto spazio ed il giusto grado di approfondimento.

Tra i relatori era presente Francesco Cajani (qualcuno ricorderà la causa contro Google per violazione della privacy). Il suo intervento, definito volutamente provocatorio dallo stesso Cajani, ha smosso la platea ed ha generato interventi da parte del pubblico che si è dimostrato molto partecipe all'incontro. Il dibattito è stato corretto e rispettoso del parere altrui, cosa che testimonia la bontà di questo incontro: l'ambito informatico è spesso caratterizzato da espressioni di "evangelismo", questa volta la discussione è stata costruttiva.

Tra i tanti argomenti trattati, il Dott. Cajani ha sottolineato un aspetto molto importante in ambito legale per quanto riguarda la responsabilità sui contenuti caricati nelle piattaforme informatiche: la differenza tra hosting attivo e hosting passivo.

Hosting provider attivo

Si parla di hosting attivo quando l'ISP svolge un ruolo attivo nella trasmissione, selezione, organizzazione di contenuti caricati sulla piattaforma. Per "svolgere un ruolo attivo" si intende la presenza di un software che in qualche maniera manipola i contenuti caricati. In questi casi, la responsabilità dell'ISP rispetto a tali contenuti viene valutata secondo le ordinarie regole di responsabilità civile.

Ne consegue che l'ISP non può ritenersi sollevato dal dovere di controllo attivo di tutto ciò che viene caricato nello spazio hosting che mette a disposizione dei suoi utenti.

Hosting provider passivo

Si parla di hosting passivo se l'ISP offre un servizio di memorizzazione di informazioni senza svolgere alcun ruolo nella trasmissione e selezione di contenuti. In questa casistica l'ISP viene ritenuto responsabile dei contenuti caricati dagli utenti del servizio solamente se:

  1. Venuto a conoscenza della presenza di alcuni contenuti illeciti sulla sua piattaforma, non avverte tempestivamente l'autorità competente.
  2. Non ottempera nei tempi e nei modi ad una richiesta di rimozione pervenuta dall'autorità giudiziaria o amministrativa avente funzioni di vigilanza.

Queste condizioni sono state indicate dal Decreto E-commerce del 2003.

Concludendo: quando siamo responsabili dei contenuti caricati dai nostri clienti nel servizio che mettiamo a loro disposizione ?

Dalla distinzione tra hosting attivo ed hosting passivo si può evincere che un soggetto ISP è ritenuto responsabile dei contenuti caricati nel suo spazio di hosting, ovvero nell'applicativo web che mette a disposizione dei suoi utenti (o clienti), nel momento in cui il software agisce in qualche modo sui contenuti anche solo sul modo in cui vengono messi a disposizione di altri utenti.

Per fare qualche esempio, possiamo elencare così alcune casistiche in cui l'ISP è considerato responsabile dei contenuti caricati sulla sua piattaforma:

  1. Se i contenuti vengono in qualche modo ordinati.
  2. Se i contenuti vengono selezionati dal software.
  3. Se il software è in grado di applicare un qualsiasi controllo sulla pubblicazione o rimozione dei contenuti.
  4. Se i contenuti vengono modificati prima di essere mostrati agli altri utenti della piattaforma